01 / Guida

Decisione, non tecnologia

Quando conviene un portale ordini per i tuoi rivenditori

I portali B2B falliscono raramente per ragioni tecniche. Falliscono perché vengono aperti a clienti che non avevano nessun motivo di cambiare il modo in cui ordinano, e restano lì: funzionanti, aggiornati, vuoti. La cosa utile è che si può sapere prima, e non serve un'analisi — serve un'estrazione di due anni di righe d'ordine e mezz'ora. Questa guida spiega quale numero guardare, cosa verificare sul catalogo prima di partire e perché il blocco sull'adozione vale quanto tutti gli altri messi insieme.

Cosa un portale sostituisce bene

  • Riordini ricorrenti
  • Controllo disponibilità
  • Stato di un ordine
  • Storico e riordino rapido
  • Documenti e DDT
  • Listino personale

Quello che non sostituisce è la conversazione in cui il cliente non sa ancora cosa gli serve. Un portale che prova a farlo diventa un catalogo online che i clienti guardano e poi chiamano lo stesso.

Il numero che decide
La percentuale di righe d'ordine già ordinate in passato dallo stesso cliente. Si estrae dal gestionale e non richiede nessuna valutazione soggettiva.
Perché quel numero
Un portale sostituisce bene il riordino di cose note. Non sostituisce la telefonata in cui si decide cosa serve, e non deve provarci.
Cosa blocca i progetti
Il catalogo: descrizioni incomplete, codici che i clienti non usano, prezzi personalizzati e prodotti a trattativa senza una regola scritta.
Il rischio vero
Un portale funzionante che nessuno usa. È il fallimento più frequente e non è un problema di software.
Quanto costa scoprirlo
Un'estrazione di due anni di righe ordine e mezza giornata di verifiche. Prima di qualunque preventivo.

02 / In breve

11 min di lettura

La risposta in trenta secondi

Un portale B2B conviene quando una parte consistente degli ordini che ricevi è riordino: prodotti che quel cliente ha già comprato, in quantità che conosce, a un prezzo già concordato. Il modo per saperlo è un'estrazione di due anni di righe d'ordine, con una domanda sola — che percentuale delle righe è già stata ordinata in passato dallo stesso cliente? Se è alta, il portale toglie lavoro a te e dà autonomia a loro, e verrà usato. Se è bassa, significa che ogni ordine nasce da una conversazione in cui si decide cosa serve, e un portale non sostituisce quella conversazione: resterà vuoto anche se è fatto bene. Prima di partire vanno verificate altre tre cose — completezza del catalogo, gestione dei prezzi personalizzati e dei prodotti a trattativa, e chi accede con quali permessi — e va deciso come si convincono i clienti a cambiare abitudine, che è la parte che decide il progetto e non è software.

I fatti in sintesi

  • Il criterio quantitativo è la percentuale di righe d'ordine già ordinate in passato dallo stesso cliente, su due anni di storico.
  • Sotto il 30% circa di righe ripetute, il portale sostituisce poco e va rivalutato: il problema di quei clienti non è la velocità dell'ordine.
  • Il catalogo è il punto in cui i progetti si fermano: descrizioni, immagini, codici che i clienti riconoscano, unità di misura coerenti.
  • Prezzi personalizzati e prodotti a trattativa vanno decisi prima: mostrarli sbagliati a un cliente costa più di non mostrarli.
  • L'adozione non è marketing: si ottiene togliendo un attrito reale — lo storico, il riordino in un clic, lo stato della spedizione — non con una circolare.
  • Un portale che nessuno usa è il fallimento più comune, ed è quasi sempre prevedibile prima di scriverne una riga.

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03 / Criterio

Un'estrazione, mezz'ora

Il numero che decide, e come si estrae

È l'unica parte di questa valutazione che non richiede un giudizio: si prende lo storico degli ordini e si conta. Il risultato dice con buona approssimazione se il portale verrà usato.

La domanda da porre al gestionale è questa: prendendo tutte le righe d'ordine degli ultimi due anni, quante di esse riguardano un articolo che quello stesso cliente aveva già ordinato in precedenza? Non serve la quantità, non serve il valore, non serve distinguere per canale: serve la percentuale di righe ripetute. È un'estrazione che chiunque abbia accesso al gestionale sa fare, e nella maggior parte dei casi la produce il fornitore del gestionale in una telefonata.

Il motivo per cui quel numero è così informativo è che descrive la natura degli ordini invece che il loro volume. Un'azienda con righe ripetute alte riceve ordini che sono, nella sostanza, dei riordini: il cliente sa cosa vuole, conosce il codice o lo riconosce, e la telefonata all'ufficio commerciale serve solo a trasmettere l'informazione. Quella telefonata è esattamente ciò che un portale sostituisce bene — anzi, meglio: il cliente può farla alle undici di sera, quando si accorge di essere sotto scorta.

Un'azienda con righe ripetute basse riceve invece ordini che nascono da una conversazione: il cliente descrive un'esigenza, qualcuno propone, si discute una compatibilità o una sostituzione. Lì il valore che il commerciale aggiunge è la conversazione, non la trasmissione, e un portale non la sostituisce. Può ancora avere senso — per lo stato degli ordini, per i documenti, per lo storico — ma non come canale d'ordine, e il progetto va dimensionato di conseguenza invece che considerato fallito dopo.

Come si legge l'estrazione, su cento righe d'ordine

Riordini di articoli noti
62 righe d'ordine su cento, in un esempio
Articoli nuovi per quel cliente
26 righe d'ordine su cento, in un esempio
Righe a trattativa o su misura
12 righe d'ordine su cento, in un esempio

Non è una media di settore: è un modo di leggere l'estrazione. Il numero che conta è il tuo.

Solo la prima porzione è quella che il portale può assorbire. Le altre due restano al commerciale, ed è giusto così.

La soglia, e perché non è una legge

Sotto il 30% circa di righe ripetute, nella mia esperienza il portale come canale d'ordine non si ripaga: assorbe una parte troppo piccola del lavoro e i clienti non cambiano abitudine per così poco. Non è una soglia scientifica, è un ordine di grandezza ricavato da progetti fatti, e va corretta con due cose che il numero non contiene: quanti sono i clienti che generano quelle righe — venti clienti abitudinari valgono più di duecento occasionali — e quanto è concentrato l'ordine tipo. Se il tuo numero è vicino alla soglia, la risposta non è «forse»: è che il portale va ridimensionato a strumento di consultazione e stato ordini, che costa molto meno e viene usato.

05 / Adozione

Il blocco che vale quanto gli altri tre

Perché un portale funzionante resta vuoto

È il fallimento più comune di questi progetti e non lascia traccia nei rapporti tecnici: tutto funziona, nessuno lo usa. Le ragioni sono tre e sono tutte prevedibili.

Il cliente non guadagna niente a cambiare

Ordinare per telefono o via mail funziona, costa al cliente pochi secondi e ha un vantaggio grosso: se sbaglia, qualcuno se ne accorge. Un portale che offre solo «lo stesso ordine, ma lo scrivi tu» sta chiedendo al cliente di prendersi un lavoro. Deve dare qualcosa in cambio: lo storico, il riordino in un clic, la disponibilità reale, lo stato della spedizione senza telefonare.

I commerciali non hanno interesse

Se la provvigione è legata all'ordine passato dal commerciale, il portale gli toglie ordini. Succede, non si risolve con una circolare, e si risolve invece decidendo prima come vengono attribuiti gli ordini che arrivano da portale sui clienti di quel commerciale. È una decisione aziendale che va presa e comunicata prima del lancio.

Nessuno ha accompagnato il passaggio

Un portale aperto con una mail generica ai clienti viene usato dai due che stavano già aspettando. Quello che funziona è chiamare i venti clienti più abitudinari uno per uno, entrare con loro nel portale la prima volta e fare insieme il primo ordine. È noioso, richiede due settimane e sposta il progetto più di qualunque scelta tecnica.

Se il portale ce l'hai già e nessuno lo usa

La diagnosi si fa nello stesso ordine. Primo: guarda l'estrazione delle righe ripetute — se il numero è basso, il portale non era lo strumento sbagliato per tutti i clienti, era lo strumento sbagliato per quel tipo di ordine, e va ridimensionato a consultazione. Secondo: prova a fare tu un ordine come lo farebbe un cliente, cercando un prodotto con il codice che usa lui — nella maggior parte dei casi il problema si vede in questo passaggio. Terzo: chiedi a tre clienti che non lo usano cosa hanno provato a farci. La risposta è quasi sempre concreta e piccola, e quasi sempre nessuno l'ha mai chiesta.

06 / Strumento

Ventiquattro verifiche, quattro blocchi

La checklist da compilare prima di chiedere un preventivo

Ventiquattro verifiche in quattro blocchi: il potenziale misurato sul tuo storico, lo stato di dati e prezzi, accessi e ruoli, e l'adozione. L'ultimo blocco vale quanto gli altri tre e non contiene una sola domanda tecnica.

  1. 01

    Misura il potenziale sul tuo storico

    Chiedi l'estrazione di due anni di righe d'ordine e calcola la percentuale di righe già ordinate in passato dallo stesso cliente. Guarda anche quanti clienti generano quelle righe: la concentrazione conta quanto la percentuale.

    Cosa ne esce
    Una percentuale e un elenco di clienti abitudinari
    Quanto costa in tempo
    Mezz'ora, più il tempo di ottenere l'estrazione
  2. 02

    Verifica catalogo e prezzi

    Prendi cento articoli a campione e chiediti se un cliente li riconoscerebbe dalla descrizione, se li troverebbe cercando con il proprio codice, e se il prezzo che vedrebbe è quello giusto per lui. È il blocco che dice quanto lavoro di dati ti aspetta.

    Cosa ne esce
    La stima del lavoro di catalogo, in giornate interne
    Quanto costa in tempo
    Mezza giornata
  3. 03

    Decidi accessi, ruoli e attribuzione

    Chi entra: il titolare del cliente, i suoi addetti, l'agente? Chi vede i prezzi, chi può ordinare, chi vede i documenti? E come vengono attribuiti gli ordini da portale ai commerciali. Sono decisioni aziendali e vanno prese prima.

    Cosa ne esce
    Una tabella ruoli/permessi e la regola di attribuzione
    Quanto costa in tempo
    Una riunione
  4. 04

    Scrivi il piano di adozione

    Quali venti clienti chiami per primi, chi li chiama, cosa gli offri in cambio del cambio di abitudine, e in quanto tempo. Senza questa pagina il progetto non ha un modo di riuscire, solo un modo di essere consegnato.

    Cosa ne esce
    Un elenco di clienti, un responsabile e una data
    Quanto costa in tempo
    Due ore

I passi 01 e 02 costano meno di una giornata e possono chiudere la questione prima di qualunque preventivo. È il loro scopo principale.

07 / Domande

Sulla decisione, non sui servizi

Domande frequenti sui portali B2B

Le quattro che arrivano quando la valutazione diventa concreta.

01

Non basta aprire un e-commerce normale ai clienti business?

Raramente, e la ragione è che le due cose risolvono problemi diversi. Un e-commerce è costruito per far scoprire prodotti a chi non li conosce e per convertire una visita in un acquisto; un portale B2B è costruito per far riordinare in fretta cose note a chi ha già un contratto, con il suo listino, i suoi scaglioni, il suo fido e i suoi documenti. Le differenze non sono estetiche: prezzi per cliente, ordini per conto di più sedi, unità di misura e imballi, storico riordinabile, stato delle spedizioni, DDT e fatture. Un e-commerce a cui si aggiungono tutte queste cose diventa un portale B2B — ma passando da una base pensata per un altro lavoro, e di solito costa di più che partire dalla cosa giusta.

02

I miei clienti sono piccoli e poco digitali. Ha senso lo stesso?

Ha senso se ordinano spesso le stesse cose, e la loro dimestichezza digitale conta meno di quanto sembri: la barriera vera non è saper usare un sito, è avere un motivo per farlo. Un rivenditore piccolo che ordina ogni settimana gli stessi quindici articoli usa volentieri un portale che gli ripropone l'ultimo ordine da modificare in due tocchi, anche se non userebbe mai un catalogo con i filtri. Quello che va evitato è progettare per il caso complesso: se i tuoi clienti sono così, il portale che funziona è quello con lo storico in prima pagina e la ricerca che accetta i loro codici, non quello con più funzioni.

03

Il portale deve essere collegato al gestionale fin dal primo giorno?

Sui prezzi e sulle disponibilità sì, o quasi: un portale che mostra dati vecchi produce ordini sbagliati, e un ordine sbagliato costa più di tutto il tempo che il portale fa risparmiare. Sul verso opposto — gli ordini che entrano nel gestionale — si può partire anche con un passaggio semi-automatico, se i volumi lo permettono, e completare dopo: è un modo legittimo di ridurre il primo intervento e vedere se i clienti lo usano prima di costruire tutto. Quello che non va rimandato è decidere quale sistema comanda su prezzi e giacenze, perché quella decisione condiziona tutto il resto.

04

Quanto ci vuole prima di vedere se sta funzionando?

La misura utile non è il traffico ma la percentuale di righe d'ordine entrate da portale sul totale, guardata dopo il piano di adozione e non dal giorno del lancio: prima che i clienti chiamati uno per uno cambino abitudine passano settimane, non giorni. Se dopo tre mesi dal lancio, con il piano di adozione effettivamente eseguito, quella percentuale è ferma vicino allo zero, il problema è a monte — quasi sempre nel numero delle righe ripetute o nella ricerca del catalogo — e vale la pena rifare la diagnosi invece di aggiungere funzioni.

09 / Contatto

Trenta minuti, con l'estrazione davanti

Hai l'estrazione. Vuoi sapere cosa ci leggo?

Porta la percentuale di righe ripetute e l'elenco dei clienti che le generano. In mezz'ora ti dico se secondo me un portale verrebbe usato, quale versione ridotta partirebbe meglio, e quanto lavoro di catalogo ti aspetta — che è la parte che le persone sottovalutano.

Se il numero dice di no, te lo dico. È capitato, e ha fatto risparmiare più di quanto avrei fatturato.

Tutti i dati di contatto

Come funziona la chiamata

Minuti 0–10
Righe ripetute, concentrazione dei clienti, ordine tipo
Minuti 10–20
Stato del catalogo e regole di prezzo
Minuti 20–30
Che versione partirebbe, e come si accompagna l'adozione