01 / Guida
Cluster software su misura — 1 di 2
Come chiedere un preventivo per un software su misura
La situazione tipica è questa: tre fornitori, tre numeri che differiscono di tre volte, e nessun modo di capire se il più caro fa di più o se il più economico ha capito di meno. La conclusione naturale è che il mercato sia opaco. Quasi sempre è successa una cosa diversa e più riparabile: la richiesta permetteva tre letture, e ognuno ha quotato la sua. Questa guida spiega come scrivere una richiesta che ne permetta una sola, cosa non scriverci dentro, e quali sette domande fare identiche a ogni fornitore — comprese quelle che a un fornitore non fa piacere ricevere.
Le tre sezioni decisive
- Il problema, non la soluzione
- I sistemi già in casa
- Il budget dichiarato
- Cosa fa fallire il progetto
- Chi decide
- Cosa esiste già
Le prime tre cambiano i numeri che riceverai. Le altre cambiano la qualità delle domande che i fornitori ti faranno, che è un altro modo di dire la stessa cosa.
- Il problema vero
- Preventivi incomparabili non sono opacità: sono risposte a domande diverse, permesse da una richiesta ambigua.
- Cosa rende confrontabile
- Descrivere il processo e i vincoli, non la soluzione. Chi scrive la soluzione riceve preventivi su quella soluzione, anche quando ne esiste una migliore.
- La regola delle cinque funzioni
- Se l'elenco delle cose «senza cui non parte» ne contiene quindici, la scelta non è stata fatta e nessun preventivo potrà essere piccolo.
- Il budget
- Dichiararlo conviene a chi compra, non a chi vende. Senza, ricevi tre progetti diversi invece di tre offerte sulla stessa cosa.
- Le sette domande
- Le stesse a tutti, e comprendono chi scrive il codice, cosa succede se vi separate e di chi è il sorgente.
02 / In breve
12 min di lettura
La risposta in trenta secondi
Una richiesta d'offerta che produce preventivi confrontabili descrive tre cose: il problema con numeri — quante volte al giorno succede, quante persone tocca, quanto costa oggi — i sistemi già in azienda con i loro vincoli, e il budget. Non descrive la soluzione: chi scrive «vogliamo un'applicazione web con questi campi» riceve preventivi su quell'applicazione, e perde le risposte migliori di chi avrebbe proposto qualcosa di più semplice. La sezione che fa la differenza è l'elenco delle funzioni senza cui il progetto non parte, e la regola è che devono stare in cinque: se ne hai quindici, non hai ancora scelto, e nessun fornitore potrà darti un preventivo piccolo. Alla fine si mandano a tutti lo stesso documento e le stesse sette domande, fra cui di chi è il codice sorgente e cosa succede se vi separate.
I fatti in sintesi
- Descrivi il processo e i vincoli, non la soluzione: la soluzione è quello che stai comprando.
- Il problema va quantificato — quante volte, quante persone, quanto costa oggi — altrimenti ogni fornitore immagina una scala diversa.
- Elenca i sistemi già in casa con versione, fornitore e stato del contratto di manutenzione: è ciò che determina l'architettura.
- «Senza questo non parte» deve contenere al massimo cinque voci. Il resto va in un secondo elenco, dichiarato come tale.
- Dichiarare il budget non ti fa pagare di più: ti fa ricevere tre offerte sullo stesso perimetro invece di tre progetti diversi.
- Le sette domande finali vanno fatte identiche a tutti, e due riguardano cosa succede quando il rapporto finisce.
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03 / Diagnosi
Tre numeri, tre domande
Perché tre preventivi non sono confrontabili
Prima di scrivere una richiesta migliore vale la pena capire come nasce il problema, perché la causa non è quella che sembra e il rimedio dipende da quale delle tre è in gioco.
Hanno immaginato perimetri diversi
La richiesta diceva «gestire gli ordini». Uno ha capito un modulo che registra ordini; un altro ha capito ordini, magazzino e spedizioni, perché nella sua esperienza chi chiede il primo poi vuole il resto. Entrambi hanno risposto onestamente a ciò che hanno letto, e la differenza di prezzo misura la differenza fra le due letture.
Hanno incluso cose diverse oltre al software
Migrazione dei dati esistenti, formazione, assistenza il primo anno, correzioni dopo il collaudo: sono voci che possono valere quanto lo sviluppo. Un preventivo che le contiene e uno che non le nomina sembrano lo stesso documento e non lo sono.
Uno ha guardato i tuoi dati e l'altro no
Chi ha chiesto di vedere le anagrafiche vere ha preventivato anche la loro pulizia. Chi si è fermato alla descrizione la scoprirà a lavoro iniziato e la porterà come variante. Il secondo preventivo è più basso oggi e non lo sarà alla fine.
La quarta causa, e come si riconosce
04 / Regola 01
Cosa scrivere davvero
Descrivi il problema, non la soluzione
È la regola che cambia di più il risultato ed è quella che quasi nessuno segue, perché arrivare a chiedere un preventivo significa aver già passato mesi a immaginare come dovrebbe essere fatto.
Le stesse due righe, scritte nei due modi
Scritto come soluzione
- Vogliamo un gestionale web con login per gli agenti
- Serve una schermata con l'elenco degli ordini filtrabile
- Vogliamo un'app che sincronizzi con il gestionale ogni ora
- Serve un cruscotto con i grafici delle vendite
- Vogliamo esportare in Excel
Scritto come problema
- Dodici agenti raccolgono ordini su carta e li dettano al telefono, in media 40 al giorno
- L'ufficio cerca lo stato di un ordine aprendo tre programmi, una ventina di volte al giorno
- Le giacenze che gli agenti vedono hanno fino a un giorno di ritardo, e capita di vendere merce finita
- Il titolare chiede il venduto per agente una volta a settimana e qualcuno lo prepara a mano in due ore
- I dati finiscono in Excel perché il commercialista li vuole in quella forma
La colonna di destra è più lunga da scrivere e produce preventivi migliori per una ragione precisa: contiene i numeri. Quaranta ordini al giorno e quattrocento sono due progetti diversi; dodici agenti e centoventi anche. Un fornitore che legge la colonna di sinistra deve indovinare quella scala, e indovina verso l'alto — perché un preventivo sottodimensionato gli costa più di uno perso.
La seconda ragione è che la colonna di destra lascia aperta la soluzione. La riga sui grafici delle vendite, scritta come problema, rivela che serve un rapporto settimanale: e un rapporto settimanale che arriva per mail il lunedì mattina costa una frazione di un cruscotto, viene letto di più e non richiede a nessuno di entrare in un sistema. Chi ha scritto «cruscotto con grafici» non riceverà mai quella proposta, perché nessun fornitore risponde a una richiesta con «non è quello che vi serve» — o meglio, chi lo fa perde la gara contro chi ha quotato il cruscotto.
Questo non significa non avere idee su come dovrebbe funzionare: significa metterle in una sezione a parte, dichiarata come «cosa avevamo immaginato noi», dove un fornitore può discuterla senza contraddire il capitolato.
05 / Regola 02
La regola delle cinque funzioni
«Senza questo non parte» deve contenere cinque cose
È la sezione su cui si decide se il progetto avrà un primo rilascio in tre mesi o una consegna unica in un anno — e quale delle due sia meglio non è opinabile quanto sembra.
Ogni richiesta d'offerta contiene un elenco di funzioni indispensabili, e in quasi tutte quelle che ho letto l'elenco ha fra le dodici e le venticinque voci. È comprensibile: sono state raccolte chiedendo a ogni reparto cosa gli serve, e nessuno risponde «niente». Il problema è che un elenco di venti indispensabili non è una priorità, è la sua assenza: dice al fornitore che tutto va consegnato insieme, quindi che non esiste un rilascio intermedio, quindi che il primo giorno in cui vedrai qualcosa funzionare è fra molti mesi.
La regola pratica è brutale e funziona: riduci l'elenco a cinque voci, e per farlo usa una domanda sola — se questa funzione non ci fosse, il primo giorno in cui accendiamo il sistema le persone potrebbero comunque lavorare? Se la risposta è sì, non è indispensabile: è importante, che è un'altra categoria e va in un secondo elenco. Tipicamente sopravvivono le funzioni che riguardano il flusso principale, mentre cadono i rapporti, le esportazioni, le configurazioni e tutto ciò che si può fare a mano per qualche settimana.
Il vantaggio concreto non è avere un preventivo più basso — anche se di solito succede. È che un progetto con cinque indispensabili può essere consegnato in due tempi, e il primo tempo produce l'unica informazione che conta davvero: se le persone lo usano. Un progetto con venti indispensabili quell'informazione la produce alla fine, quando cambiare costa quanto rifare.
Come si ricompone un elenco di venti «indispensabili»
- Senza questo non parte
- 5 voci di un elenco tipico, in un esempio
- Importante, secondo rilascio
- 11 voci di un elenco tipico, in un esempio
- Si scopre che non serviva
- 4 voci di un elenco tipico, in un esempio
Non è una statistica: è come si distribuisce, quasi sempre, un elenco raccolto chiedendo a ogni reparto.
L'ultima porzione esiste sempre e non si può individuare in anticipo: si individua usando il sistema, che è il motivo per cui il primo rilascio va fatto presto.
06 / Regola 03
Perché dichiararlo
Il budget: perché dichiararlo conviene a chi compra
È la sezione che quasi tutti tolgono, con un ragionamento che sembra ovvio: se dico quanto ho, mi fanno un preventivo esattamente di quella cifra. È vero solo nel caso peggiore, e nel caso normale nascondere il budget costa di più.
Il ragionamento contrario è questo. Un fornitore che non conosce il budget deve decidere da solo quanto progetto proporre, e sceglie la scala che gli sembra sensata: uno propone un intervento da trentamila, un altro da centoventi. A quel punto hai tre offerte che non parlano della stessa cosa, e il confronto è impossibile per costruzione — non perché qualcuno stia gonfiando, ma perché hanno risposto a tre domande diverse. Dichiarando un ordine di grandezza, tutti e tre progettano dentro quel perimetro, e la differenza fra le offerte torna a essere una differenza fra fornitori: cosa ci mettono dentro, come lo fanno, cosa lasciano fuori.
La forma che funziona non è un numero secco: è un intervallo con un vincolo. «Fra X e Y per la prima consegna, con l'obiettivo di rientrare entro due anni» dice tre cose insieme — quanto, in quanto tempo, e con che criterio verrà valutata la proposta. Un fornitore serio a quel punto ti dirà se dentro quell'intervallo il tuo elenco di indispensabili ci sta, e se non ci sta te lo dirà prima invece che a metà.
Il caso peggiore — il fornitore che quota esattamente il budget qualunque cosa serva — esiste, e si riconosce con le sette domande della sezione seguente, in particolare con quella su come si comporta il contratto quando il perimetro cambia. Vale la pena correre quel rischio: nascondere il budget non ti protegge da quel fornitore, ti protegge solo dall'informazione che ti serve per riconoscerlo.
Se un budget non ce l'hai ancora
07 / Confronto
Le stesse a tutti
Le sette domande da fare identiche a ogni fornitore
Vanno fatte a voce o per iscritto, ma identiche e a tutti. Le risposte separano i fornitori più di quanto li separi il prezzo, e due di queste sono domande che a un fornitore non fa piacere ricevere — compreso me.
Sul lavoro
- 01 — Chi scrive materialmente il codice?
- Nome e ruolo, non «il nostro team». Se il lavoro passa a collaboratori o a un partner, va detto: non è un difetto, è un'informazione che riguarda chi risponderà quando qualcosa non va.
- 02 — Cosa succede quando il perimetro cambia?
- Non «se»: quando. Serve sapere come si valuta una variante, chi la approva e con quale tariffa. Un contratto che non lo dice lo deciderà al momento, cioè quando hai meno potere contrattuale di adesso.
- 03 — Cosa mi consegnate oltre al software?
- Documentazione di cosa fa, istruzioni per rimetterlo in piedi, credenziali, script di installazione. È la differenza fra un sistema tuo e un sistema che solo loro sanno riaccendere.
Sul dopo
- 04 — Di chi è il codice sorgente?
- Domanda secca. Le risposte legittime sono due — è tuo, oppure è loro e tu hai una licenza d'uso — e cambiano completamente cosa puoi fare fra tre anni. Quello che non va accettato è una risposta vaga.
- 05 — Se domani ci separiamo, cosa mi resta?
- La versione operativa della 04. Codice, dati, accessi ai server, nomi a dominio: chi li ha in mano e cosa serve per trasferirli. Va chiesto adesso, quando il rapporto è buono.
- 06 — Come funziona l'assistenza, con quali tempi?
- Cosa è compreso, cosa si paga, in quanto tempo rispondete a un blocco totale e in quanto a un difetto minore. Un'assistenza senza tempi dichiarati è disponibilità, non assistenza.
La settima
- 07 — Cosa fareste diversamente da come l'ho scritto?
- È la domanda che rende utile tutto il resto e l'unica che non ha una risposta giusta prevedibile. Chi risponde «va bene così» non ha letto o non ha esperienza sul tuo problema; chi propone di togliere qualcosa dal perimetro sta rinunciando a fatturato per un motivo, e vale la pena sentire quale.
Le due domande scomode, dette per quello che sono
08 / Strumento
Dieci sezioni, si compila nel browser
Il modello di richiesta d'offerta
Tutto quello che c'è in questa pagina è già impaginato in un modello da compilare: dieci sezioni, tre delle quali marcate come decisive, più le sette domande già pronte in fondo.
È un file HTML che si apre con un doppio clic e si compila direttamente nel browser: quello che scrivi resta salvato lì, quindi si può chiudere e riprendere il giorno dopo. In fondo c'è un pulsante che apre la finestra di stampa già impostata per il PDF, che è la forma in cui il documento verrà effettivamente mandato via mail. Non c'è nessun modulo prima del download e nessun sistema che registri chi lo prende.
Le tre sezioni marcate decisive sono quelle di questa pagina: il problema con i numeri, i sistemi già in casa con i loro vincoli contrattuali, e il budget. Se hai poco tempo, compila solo quelle tre e manda il documento così: produrrà comunque preventivi molto più confrontabili di una mail descrittiva. Le altre sette servono a evitare le domande di ritorno, che sono la ragione per cui una gara si allunga di tre settimane.
Una cosa che vale la pena fare e che quasi nessuno fa: manda lo stesso documento anche al fornitore che hai già, se ce n'è uno. Non è una scortesia — è il modo di sapere se la proposta che ti farebbe è competitiva, e nella maggior parte dei casi il fornitore in carica ha un vantaggio informativo che gli permette di vincere onestamente. Se non lo usa, è un'informazione anche quella.
09 / Domande
Sul processo, non sui servizi
Domande frequenti sulla richiesta di preventivo
Le quattro che arrivano quando si passa dal capire al fare.
01A quanti fornitori conviene chiedere?
Tre è il numero che funziona; oltre i quattro il costo di gestire la gara supera quello che si guadagna dal confronto, e ogni fornitore in più abbassa la probabilità percepita di vincere — il che riduce l'attenzione con cui ti risponderanno. Sotto i due non c'è confronto. Quello che conta più del numero è che i tre siano confrontabili fra loro come tipo: un professionista singolo, una piccola software house e un'azienda da cinquanta persone risponderanno a tre logiche diverse di costo e struttura, e metterli sulla stessa griglia produce una scelta guidata dal prezzo invece che dall'adeguatezza.
02Devo far firmare un accordo di riservatezza prima di raccontare il processo?
Nella grande maggioranza dei casi non serve, e chiederlo al primo contatto rallenta la conversazione di settimane per proteggere informazioni che raramente hanno quel valore: il fatto che tu riceva quaranta ordini al giorno e li ribatta a mano non è un segreto industriale. Ha senso quando il processo *è* il vantaggio competitivo — una formula, un algoritmo di prezzo, un metodo produttivo — e in quel caso la cosa pratica è descrivere il resto in chiaro e tenere quella parte per una seconda conversazione, dopo la firma. Un fornitore serio non ha nessun problema a firmare; il punto è non farlo diventare il primo passo di ogni contatto.
03Meglio un prezzo fisso o a giornate?
Dipende da quanto è definito il perimetro, ed è per questo che le due regole precedenti contano. Con cinque funzioni indispensabili scritte bene e i vincoli verificati, un prezzo fisso sulla prima consegna è possibile e ti protegge: il rischio di sottostima se lo prende il fornitore, che lo prezzerà, e va bene così. Con un perimetro vago, un prezzo fisso costa comunque — perché contiene un margine per l'incertezza — e in più irrigidisce: ogni chiarimento diventa una variante da negoziare. La forma che uso più spesso è prezzo fisso sulla prima consegna definita e giornate sul seguito, quando si è già visto il sistema funzionare e si sa cosa serve davvero.
04Il fornitore mi propone qualcosa di diverso da quello che ho chiesto. È un buon segno?
Di solito sì, se la proposta è più piccola della tua richiesta e viene motivata con il tuo processo e non con la sua tecnologia. È letteralmente la settima domanda, e chi la risponde bene sta rinunciando a fatturato: vale la pena capire perché. Il segno opposto — una proposta più grande di quello che hai chiesto, che aggiunge cose a cui non avevi pensato — non è automaticamente cattivo, ma va riportato alla regola delle cinque funzioni: chiedi quali di quelle aggiunte servono il primo giorno. Se la risposta è nessuna, hai trovato il secondo rilascio, non il primo.
10 / Correlate
Dove continuare
Il resto del percorso
Questa pagina insegna a chiedere. Le tre qui sotto dicono quanto costa, cosa si compra e come si decide se serve davvero un software nuovo.
11 / Contatto
Trenta minuti, con il documento davanti
Hai scritto la richiesta. Vuoi che te la legga?
Mandami il documento compilato, anche a metà, e in mezz'ora ti dico dove è ambiguo, quali risposte riceverai per colpa di come è scritto e quali due domande aggiungerei. Vale anche se poi il lavoro lo fa qualcun altro: il documento è tuo.
Se preferisci mandarlo e basta, va bene: rispondo per iscritto, di solito entro un giorno lavorativo.
Tutti i dati di contattoCome funziona la chiamata
- Minuti 0–10
- Il problema come l'hai scritto, e cosa ci leggerebbe un fornitore
- Minuti 10–20
- L'elenco degli indispensabili e cosa ne toglierei
- Minuti 20–30
- Vincoli, budget e le domande da aggiungere