01 / Guida
Aggiornata al 13 agosto 2026
AI Act per le PMI: cosa è scattato il 2 agosto 2026 e cosa devi fare
Il 2 agosto 2026 era la data che tutti aspettavano, ed è arrivata diversa da come era stata annunciata per due anni: undici giorni prima è entrato in vigore il Digital Omnibus, che ha rinviato gli obblighi sui sistemi ad alto rischio e lasciato in piedi tutto il resto. Il risultato è che metà degli articoli in circolazione descrive un calendario che non esiste più. Questa guida mette in fila cosa è applicabile adesso, cosa lo sarà e quando, e cosa cambia in concreto per un'azienda che l'intelligenza artificiale la usa e basta.
Le date che contano
- 2 feb 2025 — divieti
- 2 ago 2025 — modelli generali
- 2 ago 2026 — trasparenza
- 2 dic 2026 — marcatura sistemi esistenti
- 2 dic 2027 — alto rischio
- 2 ago 2028 — alto rischio nei prodotti
Calendario aggiornato al Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 24 luglio 2026. Le date precedenti a questa guida che leggi altrove possono riferirsi alla versione anteriore dell'AI Act.
- Cosa vale adesso
- Obblighi di trasparenza: chi parla con un chatbot deve sapere che è un chatbot, e i contenuti generati vanno marcati. Applicabili dal 2 agosto 2026.
- Cosa è slittato
- I sistemi ad alto rischio autonomi passano al 2 dicembre 2027; quelli integrati in prodotti al 2 agosto 2028.
- Chi sei
- Quasi tutte le PMI sono «deployer», cioè utilizzatori professionali. Gli obblighi del deployer sono molti meno di quelli del fornitore — ma non sono zero.
- Sanzioni
- Fino a 15 milioni o il 3% del fatturato mondiale per gli obblighi di trasparenza. Per le PMI si applica il minore dei due, non il maggiore.
- Il mio ruolo
- Fornitore tecnico. Costruisco i sistemi in modo che gli obblighi siano dimostrabili con un registro e dei log, non con una dichiarazione. La valutazione giuridica la fa il tuo legale.
02 / In breve
12 min di lettura
La risposta in trenta secondi
Se la tua azienda usa l'intelligenza artificiale ma non la produce, dal 2 agosto 2026 hai tre obblighi concreti: dichiarare che un chatbot è un chatbot, dichiarare i contenuti generati o manipolati con l'IA quando li pubblichi, e garantire che chi usa questi strumenti in azienda sappia cosa sta usando. Gli obblighi pesanti — valutazione dei rischi, documentazione tecnica, sorveglianza umana strutturata — riguardano i sistemi ad alto rischio, che il Digital Omnibus ha rinviato al 2 dicembre 2027. Non è un condono: è tempo per prepararsi, e la preparazione utile è una sola, cioè sapere quali sistemi di IA girano davvero in azienda.
I fatti in sintesi
- L'AI Act è il Regolamento (UE) 2024/1689, in vigore dal 1° agosto 2024 e applicabile per scaglioni successivi.
- Il Regolamento (UE) 2026/1744 — il «Digital Omnibus» sull'IA — è in vigore dal 27 luglio 2026 e ha spostato in avanti le scadenze sull'alto rischio.
- Dal 2 agosto 2026 sono applicabili gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 e la vigilanza delle autorità nazionali è pienamente operativa.
- I sistemi di IA ad alto rischio autonomi si adeguano entro il 2 dicembre 2027; quelli incorporati in prodotti regolati entro il 2 agosto 2028.
- Chi acquista e usa un sistema di IA è un «deployer»: ha obblighi propri, molti meno di quelli del fornitore che lo immette sul mercato.
- In Italia le autorità nazionali sono AgID e ACN, individuate dalla legge 23 settembre 2025 n. 132.
Cos'è questa pagina e cosa non è
Pubblicato:
Ultimo aggiornamento:
03 / Ruoli
Fornitore o utilizzatore
Prima domanda: sei chi l'IA la fa o chi la usa?
È la distinzione da cui discende tutto il resto, e nella maggior parte delle conversazioni salta perché si parla di «obblighi dell'AI Act» come se fossero un blocco unico. Non lo sono: due soggetti diversi hanno due elenchi diversi, e quello dell'utilizzatore è molto più corto.
Fornitore — chi sviluppa e immette sul mercato
Chi sviluppa un sistema di IA e lo mette a disposizione con il proprio nome o marchio. È il ruolo con il carico di obblighi più alto: documentazione tecnica, gestione dei rischi, qualità dei dati, marcatura dei contenuti generati. Se compri un modello di terzi e lo rivendi ai tuoi clienti dentro un tuo prodotto, con il tuo marchio sopra, sei probabilmente qui — anche se non hai addestrato niente.
Deployer — chi lo usa nella propria attività
Chi usa un sistema di IA sotto la propria autorità nell'ambito di un'attività professionale. È il caso di quasi tutte le PMI: usi un assistente per scrivere testi, un servizio che trascrive le chiamate, uno strumento che legge i curriculum. Gli obblighi ci sono ma sono proporzionati: informare le persone coinvolte, usare il sistema secondo le istruzioni, non usarlo per finalità vietate.
Si può essere entrambi, e succede spesso
Metti un chatbot sul tuo sito costruito sopra un modello di un fornitore americano, ma con il tuo marchio e il tuo nome: rispetto ai tuoi visitatori quel sistema lo stai mettendo in servizio tu. Il caso non è teorico ed è quello in cui incappa più spesso un'azienda che ha «solo aggiunto un assistente al sito».
Modificare in modo sostanziale cambia il ruolo
Chi prende un sistema esistente e ne modifica in modo sostanziale la finalità può assumere gli obblighi del fornitore. È il punto che rende importante sapere cosa fa davvero il software che qualcuno ti ha configurato: la differenza fra «l'abbiamo integrato» e «l'abbiamo trasformato in altro» non è una sfumatura commerciale.
Il criterio pratico
04 / Calendario
Aggiornato al Reg. (UE) 2026/1744
Il calendario vero, dopo il Digital Omnibus
L'AI Act non è mai entrato in vigore tutto insieme: si applica a scaglioni dal 2024 al 2028. Il Digital Omnibus ha spostato in avanti lo scaglione più oneroso, quello dell'alto rischio, lasciando ferme le date già passate e quella del 2 agosto 2026.
Le scadenze dell'AI Act, scaglione per scaglione
Le prime tre righe sono date già trascorse: se ti riguardano, l'obbligo è già in essere. Le ultime tre sono il tempo che hai.
| Data | Cosa diventa applicabile | Ti riguarda se |
|---|---|---|
| 2 febbraio 2025 | Divieti sulle pratiche di IA inaccettabili e obbligo di alfabetizzazione sull'IA per fornitori e deployer | Usi l'IA in azienda, in qualunque forma. È l'unico obbligo che vale già per tutti. |
| 2 agosto 2025 | Obblighi per i modelli di IA per finalità generali, governance europea e designazione delle autorità nazionali | Sviluppi o distribuisci modelli generali. Per una PMI utilizzatrice, no. |
| 2 agosto 2026 | Obblighi di trasparenza dell'articolo 50; vigilanza nazionale e regime sanzionatorio pienamente operativi | Hai un chatbot, generi contenuti con l'IA, usi riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica. |
| 2 dicembre 2026 | Marcatura dei contenuti sintetici per i sistemi generativi già sul mercato prima del 2 agosto 2026; nuovi divieti su contenuti sessuali non consensuali e materiale pedopornografico | Fornisci un sistema generativo messo in servizio prima di agosto 2026. |
| 2 agosto 2027 | Termine per l'istituzione degli spazi di sperimentazione normativa negli Stati membri | Vuoi sperimentare in un ambiente vigilato. È un'opportunità, non un obbligo. |
| 2 dicembre 2027 | Obblighi sui sistemi ad alto rischio autonomi (articolo 6, paragrafo 2 e allegato III) | Usi l'IA per selezionare personale, valutare l'accesso a servizi essenziali o gestire il credito. |
| 2 agosto 2028 | Obblighi sui sistemi ad alto rischio incorporati in prodotti soggetti alla normativa di armonizzazione (allegato I) | Metti IA dentro un prodotto già regolato: macchinari, dispositivi medici, ascensori. |
Il rinvio dell'alto rischio è stato motivato dalla mancata disponibilità delle norme tecniche armonizzate e degli strumenti di conformità necessari ad applicarlo: la scadenza è slittata perché mancavano gli attrezzi, non perché l'obbligo sia stato ammorbidito.
Vale la pena fermarsi su come è andata, perché spiega come conviene comportarsi con le scadenze che restano. Fino a metà luglio 2026 il calendario pubblicato ovunque diceva che il 2 agosto 2026 sarebbe scattato l'intero impianto sull'alto rischio. Il Digital Omnibus è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 24 luglio ed è entrato in vigore il 27: nove giorni prima della scadenza, la scadenza era un'altra.
Chi in quei diciotto mesi aveva speso budget in adeguamenti sull'alto rischio non ha buttato via niente — gli obblighi sono rinviati, non cancellati — ma chi aveva rimandato non è stato punito. È il tipo di lezione che conviene tenere: su questa materia, le cose da fare subito sono quelle che servirebbero comunque, e il resto va tenuto pronto senza essere anticipato.
05 / Obblighi
Applicabili dal 2 agosto 2026
I tre obblighi che valgono già oggi per una PMI
Sono pochi, sono concreti e non richiedono un progetto di adeguamento: richiedono di sapere cosa gira in azienda e di scriverlo dove le persone lo leggono.
Dire che è un'IA quando lo è
Un sistema pensato per interagire direttamente con le persone deve far capire, al primo contatto, che dall'altra parte non c'è una persona. Vale per il chatbot sul sito, per l'assistente vocale al telefono, per il risponditore su WhatsApp. L'eccezione è il caso in cui sia già evidente dal contesto per una persona ragionevolmente attenta — che è un'eccezione molto più stretta di quanto suoni: un widget senza etichetta che scrive «Ciao, come posso aiutarti?» non è evidente per nessuno.
Dichiarare i contenuti generati
I contenuti sintetici — testo, immagini, audio, video — vanno marcati in modo leggibile da una macchina da parte di chi fornisce il sistema, e i deepfake vanno dichiarati da chi li pubblica. Per un testo destinato a informare il pubblico su temi di interesse pubblico serve la dichiarazione, salvo che ci sia stata revisione editoriale con una responsabilità umana. La foto del prodotto ritoccata con l'IA nel catalogo non è un deepfake; il video del tuo amministratore che dice cose che non ha detto lo è.
Sapere cosa si sta usando
L'obbligo di alfabetizzazione sull'IA vale dal febbraio 2025 per fornitori e deployer, e chiede di garantire un livello di competenza adeguato in chi usa questi sistemi per conto dell'azienda — proporzionato al contesto, non un corso da mille euro a testa. In pratica: chi usa lo strumento sa cosa fa, dove sbaglia, quali dati non va bene incollarci dentro, e questo è scritto da qualche parte invece di essere passaparola.
Cosa devi fare adesso e cosa non devi ancora fare
Da fare adesso
- Etichettare i chatbot e gli assistenti che parlano con clienti o fornitori
- Aggiornare l'informativa del sito con i sistemi di IA effettivamente usati, e coordinarla con quella privacy
- Dichiarare i contenuti generati o alterati con l'IA quando finiscono in comunicazioni al pubblico
- Informare in anticipo le persone esposte a riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica
- Scrivere una nota interna, anche di due pagine, su quali strumenti di IA si possono usare e con quali dati
- Tenere un elenco dei sistemi di IA in uso, con fornitore, finalità e chi ne risponde in azienda
Non ancora dovuto (ma da tenere d'occhio)
- Il sistema di gestione dei rischi per i sistemi ad alto rischio: dal 2 dicembre 2027
- La documentazione tecnica e la valutazione di conformità dell'alto rischio: stessa data
- La sorveglianza umana strutturata sull'alto rischio e la conservazione dei log relativi
- Gli obblighi per l'IA incorporata in prodotti già regolati: 2 agosto 2028
- La marcatura dei contenuti per sistemi generativi immessi prima di agosto 2026: 2 dicembre 2026
06 / Alto rischio
Rinviato, non cancellato
Alto rischio: perché ti riguarda anche se è slittato al 2027
La reazione istintiva al rinvio è archiviare il tema. È un errore di lettura, perché il caso di alto rischio più diffuso nelle PMI italiane non è un impianto industriale: è la selezione del personale, e sta già succedendo.
L'allegato III dell'AI Act elenca gli usi considerati ad alto rischio a prescindere dal settore. Fra questi c'è l'occupazione: sistemi usati per pubblicare offerte mirate, filtrare candidature, valutare candidati, e sistemi usati per decidere su promozioni, assegnazioni di compiti e cessazioni del rapporto. Un'azienda da quaranta dipendenti che usa uno strumento per fare la prima scrematura dei curriculum sta usando un sistema ad alto rischio, anche se lo ha attivato con un clic e paga trenta euro al mese.
Gli obblighi corrispondenti sono rinviati al 2 dicembre 2027, e nel frattempo si applicano il GDPR — che su decisioni automatizzate relative alle persone ha già molto da dire — e il diritto del lavoro. Il punto non è correre ad adeguarsi: è sapere che quello strumento è in quella categoria, perché fra sedici mesi la domanda «chi lo ha scelto e in base a cosa?» avrà bisogno di una risposta scritta.
Gli usi dell'allegato III più probabili in una PMI
Selezione e gestione del personale; valutazione dell'affidabilità creditizia di persone fisiche; accesso a servizi essenziali. Fuori da questi, la maggior parte del software gestionale di un'impresa non è ad alto rischio: un sistema che ottimizza le rotte di consegna o che prevede il riordino di magazzino, di regola, non lo è.
Cosa fare in questi sedici mesi
Una cosa sola, e non costa: tenere l'elenco dei sistemi in uso con la finalità dichiarata. Quando gli obblighi diventeranno applicabili, la differenza fra un'azienda che si adegua in due settimane e una che ci mette sei mesi è tutta lì — sapere cosa si ha, invece di scoprirlo con un censimento d'emergenza.
Il fornitore fa il grosso del lavoro
Per un deployer che usa un sistema ad alto rischio acquistato, gli obblighi principali sono usarlo secondo le istruzioni, garantire una sorveglianza umana competente, tenere i log che il sistema produce e informare le persone interessate. Documentazione tecnica e valutazione di conformità restano in capo al fornitore: la domanda giusta da fargli, già oggi, è se sarà pronto.
La domanda da fare a ogni fornitore
«Il tuo sistema rientra nell'allegato III? Se sì, che documentazione mi darai e quando?». Metterla nel contratto oggi costa una riga; scoprire nel 2027 che il fornitore non ha intenzione di adeguarsi costa il cambio di fornitore in corsa.
07 / Sanzioni
Con la regola che vale per le PMI
Quanto si rischia davvero, e la riga che quasi nessuno cita
Le cifre dell'AI Act circolano in una versione spaventosa e imprecisa. Sono tre fasce, riguardano violazioni diverse, e per le piccole e medie imprese c'è una regola di calcolo che cambia l'ordine di grandezza.
Le tre fasce di sanzione
| Tipo di violazione | Massimale generale | Come si calcola per una PMI |
|---|---|---|
| Pratiche di IA vietate (articolo 5) | Fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo, se superiore | Si applica il minore fra i due importi |
| Altri obblighi, compresa la trasparenza dell'articolo 50 | Fino a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato mondiale annuo, se superiore | Si applica il minore fra i due importi |
| Informazioni inesatte o fuorvianti fornite alle autorità | Fino a 7,5 milioni di euro o l'1% del fatturato mondiale annuo, se superiore | Si applica il minore fra i due importi |
Per le PMI, comprese le start-up, il massimale è il valore *inferiore* fra la cifra fissa e la percentuale sul fatturato: è l'opposto della regola generale, ed è la riga che sparisce da tutti i titoli allarmistici. Restano sanzioni serie, e le autorità tengono conto della gravità, della durata e della cooperazione: la differenza fra chi ha un elenco dei sistemi e delle etichette in pagina e chi non ha niente si vede in quella valutazione.
In Italia le autorità nazionali sono state individuate dalla legge 23 settembre 2025 n. 132: AgID si occupa di notifica, valutazione e accreditamento dei soggetti che verificano la conformità, ACN della vigilanza sul mercato, comprese le ispezioni. Diversi decreti attuativi sono attesi e definiranno il dettaglio delle procedure: è la parte del quadro che nei prossimi mesi cambierà di più.
08 / Operativo
Quattro mosse, in ordine
Cosa fare, in ordine, senza aprire un progetto
Per un'azienda che usa l'IA senza produrla, l'adeguamento alla parte già applicabile è lavoro di giorni, non di mesi. L'ordine conta: i primi due passi rendono i successivi banali.
- 01
Fai l'elenco
Quali sistemi di IA girano davvero in azienda, incluso quello che il commerciale ha attivato da solo il mese scorso. Per ognuno: fornitore, a cosa serve, chi lo usa, quali dati ci finiscono dentro, se parla direttamente con clienti o candidati. Si fa con un foglio, e nella maggior parte delle PMI esce una lista di cinque o sei righe più lunga di quanto si aspettasse la direzione.
- Cosa ne esce
- Un elenco dei sistemi in uso con finalità, dati trattati e responsabile interno.
- Quanto costa in tempo
- Mezza giornata
- 02
Classifica per ruolo e per rischio
Per ogni riga dell'elenco: sei fornitore o deployer? Il sistema parla con le persone? Genera contenuti pubblicati? Rientra in uno degli usi dell'allegato III — tipicamente selezione del personale? Sono quattro domande, e le risposte determinano quali obblighi ti riguardano davvero. È il passaggio in cui vale la pena farsi affiancare da un legale, perché è l'unico dove sbagliare costa.
- Cosa ne esce
- L'elenco con, accanto a ogni sistema, il ruolo e la categoria di rischio.
- Quanto costa in tempo
- Una giornata
- 03
Metti le etichette dove servono
Il chatbot dichiara di essere un chatbot alla prima riga, non nelle note legali. L'informativa del sito dice quali sistemi di IA sono in uso. I contenuti generati che finiscono in comunicazioni al pubblico portano la loro dichiarazione. Sono modifiche al software e ai testi, non un progetto: se il sito è fatto bene, è mezza giornata di lavoro.
- Cosa ne esce
- Etichette in pagina, informativa aggiornata, testo di dichiarazione dei contenuti generati.
- Quanto costa in tempo
- Mezza giornata
- 04
Scrivi la regola interna e tienila viva
Due pagine: quali strumenti si possono usare, con quali dati mai, chi decide quando se ne aggiunge uno, e chi rivede l'elenco ogni sei mesi. È anche il documento che assolve alla parte pratica dell'obbligo di alfabetizzazione, e l'unico modo perché l'elenco del punto 01 non sia già vecchio a gennaio.
- Cosa ne esce
- Nota interna sull'uso dell'IA e una data in calendario per la revisione.
- Quanto costa in tempo
- Una giornata, poi due ore ogni sei mesi
Nessuno di questi quattro passi richiede software nuovo. Se qualcuno ti propone una piattaforma di compliance AI prima di averti chiesto quali sistemi usi, ti sta vendendo il passo 05 senza aver fatto il primo.
09 / Costruzione
Dove il tema tocca il mio lavoro
Come questo si traduce nel software che ti costruisco
Qui esco dalla guida e dico la parte che mi riguarda, perché è la ragione per cui questa pagina sta su questo sito e non su un blog di diritto.
Quando in un applicativo su misura entra un pezzo di intelligenza artificiale — la classificazione automatica delle e-mail di ordine, l'estrazione dei dati da un documento, un assistente che risponde ai rivenditori dentro il portale — la differenza fra un sistema che rende gli obblighi dimostrabili e uno che li rende un problema si decide in fase di architettura, e costa zero farla lì.
In concreto significa tre cose: che ogni output prodotto da un modello resta tracciato con l'indicazione di quale modello lo ha prodotto e quando; che dove una persona interagisce con un componente automatico l'interfaccia lo dichiara per costruzione, non per una scelta di copy che qualcuno può riscrivere; e che l'elenco dei componenti di IA usati dal sistema è una pagina di documentazione consegnata insieme al software, non una ricostruzione da fare due anni dopo leggendo il codice.
Non è conformità garantita — quella non la può garantire un fornitore tecnico. È il fatto che, quando il tuo legale ti farà le domande, le risposte esistano e siano verificabili dai log invece che dalla memoria di qualcuno.
Cosa metto nei sistemi che costruisco
- Registro dei componenti IA
- Un documento consegnato con il software: quali componenti di IA usa, di quale fornitore, per quale finalità, con quali dati in ingresso.
- Tracciamento degli output
- Ogni contenuto generato o decisione suggerita da un modello resta associata al modello, alla versione e all'istante in cui è stata prodotta.
- Dichiarazione per costruzione
- I punti dell'interfaccia in cui una persona parla con un componente automatico lo dichiarano nel componente stesso, non in un testo modificabile a parte.
- Punto di intervento umano
- Dove una decisione ha effetti su una persona, il sistema prevede il passaggio di conferma e ne conserva la traccia. Serve oggi al GDPR, servirà nel 2027 all'AI Act.
Cosa resta fuori dal mio perimetro
- Qualificazione giuridica
- Se il tuo caso è ad alto rischio lo dice un legale. Io posso dire cosa fa tecnicamente il sistema, e serve a lui per deciderlo.
- Valutazione di conformità
- È una procedura formale in capo al fornitore del sistema ad alto rischio. Se quel fornitore è un terzo, la deve fare lui.
- Certificazioni
- Non rilascio attestati di conformità all'AI Act e diffiderei di chi lo fa oggi, con le norme tecniche armonizzate ancora in lavorazione.
- Formazione normativa
- L'alfabetizzazione sugli aspetti giuridici la fa chi di dovere. Io documento cosa fa il sistema, che è il presupposto perché quella formazione abbia un contenuto.
10 / Domande frequenti
Le stesse che mi fanno al telefono
Domande sull'AI Act per chi ha un'azienda
Le domande che ricevo da quando è passato il 2 agosto. Le risposte valgono alla data di aggiornamento di questa pagina: il testo dei regolamenti resta la fonte.
01L'AI Act si applica alla mia PMI se uso solo ChatGPT o strumenti simili?
Sì, ma con obblighi molto contenuti. Usando un sistema di IA nell'ambito della tua attività professionale sei un «deployer»: dal febbraio 2025 devi garantire che chi lo usa in azienda abbia una competenza adeguata a farlo, e dal 2 agosto 2026, se quello strumento parla direttamente con clienti o candidati o produce contenuti che pubblichi, devi dichiararlo. Non devi documentazione tecnica, valutazioni di conformità o sistemi di gestione dei rischi: quelli riguardano i fornitori e i sistemi ad alto rischio.
02Cosa è cambiato davvero il 2 agosto 2026?
Sono diventati applicabili gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 — dichiarare che un sistema è un'IA quando interagisce con le persone, marcare i contenuti sintetici, dichiarare i deepfake, informare chi è esposto a riconoscimento delle emozioni — e la vigilanza delle autorità nazionali con il relativo regime sanzionatorio è diventata pienamente operativa. Non è entrato in vigore l'impianto sull'alto rischio, che era la parte più attesa: il Digital Omnibus l'ha rinviata undici giorni prima.
03Cos'è il Digital Omnibus e cosa ha cambiato?
È il Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 24 luglio 2026 ed entrato in vigore il 27 luglio. Modifica l'AI Act senza cambiarne l'impianto: rinvia gli obblighi sui sistemi ad alto rischio autonomi al 2 dicembre 2027 e quelli sui sistemi incorporati in prodotti regolati al 2 agosto 2028, sposta al 2 dicembre 2026 la marcatura dei contenuti per i sistemi generativi già sul mercato, alleggerisce alcuni adempimenti e introduce nuovi divieti. Il rinvio è motivato dal fatto che le norme tecniche armonizzate necessarie per applicare l'alto rischio non erano pronte.
04Devo dichiarare che il chatbot del mio sito è un'intelligenza artificiale?
Sì, ed è l'adempimento più immediato di tutti. Un sistema destinato a interagire direttamente con le persone deve essere costruito in modo che l'utente lo sappia al primo contatto. L'eccezione per i casi in cui sia evidente dal contesto è più stretta di quanto sembri: la dichiarazione va messa dove la persona la legge prima di scrivere, cioè nel messaggio di apertura o accanto al nome dell'assistente, non nelle note legali in fondo alla pagina.
05Se uso l'IA per scrivere i testi del sito devo dichiararlo?
Dipende da cosa sono quei testi. L'obbligo riguarda i testi generati o manipolati con l'IA pubblicati allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico, e non si applica quando il contenuto è stato sottoposto a revisione editoriale con una responsabilità umana sulla pubblicazione. La descrizione di un prodotto scritta con l'aiuto di un assistente e poi riletta e approvata da una persona è un caso diverso da un flusso automatico che pubblica notizie senza che nessuno le guardi. Per i contenuti audio, video e immagine gli obblighi di marcatura sono più stringenti e ricadono in primo luogo sul fornitore del sistema.
06Uso un software che fa la prima scrematura dei curriculum: è ad alto rischio?
Con ogni probabilità sì. L'allegato III include i sistemi usati per filtrare le candidature e valutare i candidati, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda e dal prezzo dello strumento. Gli obblighi corrispondenti sono però rinviati al 2 dicembre 2027. Nel frattempo continuano ad applicarsi il GDPR — che sulle decisioni automatizzate relative alle persone ha già regole precise — e il diritto del lavoro. La cosa utile da fare adesso è annotare quel sistema come tale e chiedere al fornitore che documentazione fornirà.
07Quali sono le sanzioni per una piccola impresa?
Le fasce sono tre: fino a 35 milioni o il 7% del fatturato mondiale per le pratiche vietate, fino a 15 milioni o il 3% per la generalità degli obblighi — compresa la trasparenza — e fino a 7,5 milioni o l'1% per le informazioni inesatte fornite alle autorità. Per le PMI, comprese le start-up, si applica l'importo inferiore fra la cifra e la percentuale, non il superiore: è una regola specifica del regolamento, e viene quasi sempre omessa da chi cita solo il numero grosso. Restano sanzioni significative, e nella valutazione contano gravità, durata e cooperazione.
08Chi controlla in Italia?
La legge 23 settembre 2025 n. 132 ha individuato AgID e ACN come autorità nazionali: AgID per le procedure di notifica, valutazione e accreditamento dei soggetti che verificano la conformità, ACN per la vigilanza sul mercato, comprese le attività ispettive e sanzionatorie. È una legge quadro: diversi decreti attuativi definiranno il dettaglio delle procedure, ed è la parte del quadro destinata a cambiare di più nei prossimi mesi.
09Da dove comincio se non ho fatto ancora niente?
Dall'elenco dei sistemi di IA effettivamente in uso in azienda, compresi quelli che qualcuno ha attivato senza dirlo. Per ognuno servono quattro informazioni: fornitore, finalità, chi lo usa e quali dati ci finiscono dentro. È mezza giornata di lavoro e rende banale tutto il resto — la classificazione per ruolo, le etichette da mettere, le domande da fare ai fornitori. Comprare uno strumento di compliance prima di avere quell'elenco significa automatizzare una cosa che non si sa ancora cosa sia.
10Il rinvio dell'alto rischio significa che posso non pensarci?
Significa che hai sedici mesi invece di zero, e che nel frattempo non devi spendere. Non significa che l'obbligo sia stato tolto: è stato rinviato perché mancavano le norme tecniche armonizzate necessarie ad applicarlo. La cosa sensata da fare in questi mesi non costa nulla — sapere quali sistemi hai e in che categoria stanno — e mette al riparo dal caso in cui, come è già successo con il calendario precedente, le condizioni cambino con poco preavviso.
11 / Fonti
Verificate al 13 agosto 2026
Da dove vengono i dati di questa pagina
Ogni data e ogni importo di questa pagina viene da questi testi. Sono la fonte da citare: questa pagina è una lettura, non la norma.
- Regolamento (UE) 2024/1689 — AI Act
Il testo dell'AI Act in italiano su EUR-Lex. Gli articoli citati qui: 3 (definizioni), 4 (alfabetizzazione), 5 (pratiche vietate), 6 e allegato III (alto rischio), 50 (trasparenza), 99 (sanzioni).
- Regolamento (UE) 2026/1744 — Digital Omnibus sull'IA
Il regolamento che modifica l'AI Act, pubblicato in GUUE il 24 luglio 2026 e in vigore dal 27 luglio 2026. È il testo che sposta le scadenze dell'alto rischio.
- Commissione europea — quadro normativo sull'IA
La pagina istituzionale con il calendario di applicazione, le linee guida e i codici di condotta pubblicati dalla Commissione.
- Legge 23 settembre 2025, n. 132
La legge italiana sull'intelligenza artificiale: individua AgID e ACN come autorità nazionali e delega al Governo i decreti attuativi.
Ultimo aggiornamento:
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13 / Contatto
Mezz'ora, senza vendite
Hai un sistema con dentro dell'IA e non sai come è messo
Facciamo mezz'ora: mi dici quali strumenti automatici sono entrati nei tuoi processi e io ti dico cosa è tracciabile oggi, cosa non lo è e cosa costerebbe renderlo dimostrabile. Se la risposta è «sei a posto così», te lo dico e chiudiamo prima dei trenta minuti.
Non faccio consulenza legale e non rilascio attestati di conformità: parliamo di come è costruito il software. Per la qualificazione giuridica serve il tuo legale, ed è giusto che sia così.
Tutti i dati di contattoCome funziona la chiamata
- Durata
- 30 minuti, in videochiamata o al telefono.
- Chi c'è
- Io. Nessun commerciale, nessun passaggio di consegne.
- Cosa serve
- Sapere quali strumenti automatici usi e in quali punti del processo entrano.
- Cosa esce
- Un parere tecnico su cosa è tracciabile oggi nei tuoi sistemi e cosa servirebbe per renderlo dimostrabile.