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Checklist: prima di aprire un portale B2B ai clienti

Ventiquattro verifiche in quattro blocchi. Un portale B2B non si valuta dalle funzioni che ha, ma dalla percentuale di ordini che riesce a spostare dal telefono: e quella percentuale si gioca quasi tutta su cose che non sono software — la qualità dei dati e chi telefona ai clienti per dirgli di provarlo.

Blocco 01Il potenziale reale

Il primo blocco decide se il portale ha senso. Si risponde con un'estrazione dal gestionale, non con una sensazione: bastano due anni di righe ordine.

Blocco 02Dati e prezzi

Il blocco che fa saltare i progetti a metà. Un catalogo che in azienda si usa benissimo — perché chi lo usa sa cosa vuol dire «ART.VARIO 3» — diventa inutilizzabile nel momento in cui lo mette in mano a un cliente.

Blocco 03Accessi, ruoli e documenti

In B2B il cliente non è una persona: è un'azienda con dentro persone che possono cose diverse. È la prima obiezione che arriva da chi ha più di tre dipendenti.

Blocco 04Adozione: la metà del progetto che non è software

Un portale costruito bene e aperto male non viene usato, e a quel punto la sua reputazione interna è compromessa per anni. Questo blocco vale quanto gli altri tre insieme.

Le tre risposte che fermano il progetto Se meno del 30% delle righe è ripetuto, il portale non ha il traino che serve e conviene partire da altro. Se il gestionale non sa calcolare il prezzo di un cliente su richiesta, prima si risolve quello: un portale con listini replicati genera contestazioni in fattura. Se nessuno in azienda è disposto a telefonare ai clienti per accompagnarli, il portale verrà aperto una volta e mai più — e non è un problema che si risolve con altre funzioni.